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Trinitapoli
ubicata a pochi chilometri dal mare, in una piana soleggiata, fu prima
chiamata Casale de Palia, poi Casale de Fabrica, successivamente Casal
Trinità. Alla fine del '500 il Casale della SS. Trinità
fu acquisito dal Sovrano Militare dell'Ordine di Malta, che lo costitui
in commenda magistrale rendendolo libero e indipendente da ogni altra
autorità se non quella diretta del re. Spettava in appannaggio
al Gran Maestro, che a sua volta lo destinava in usufrutto ai cavalieri
di giustizia, che assumevano il titolo di commendatori per anzianità
o per meriti militari. Tale governo durò oltre due secoli, dal
1589 al 1798. Tipico paese meridionale, alterna ad un centro ricco di
antiche abitazioni, le nuove costruzioni.
L'attività principale è l'agricoltura con produzione prevalente
di carciofi, mandorle, olive, cereali e uva.
In estate Trinitapoli si riempe di "turisti": figli di questo
paese, emigrati nel nord in cerca di miglior fortuna. E' in questo periodo
che si svolgono spetticolari processioni, come quella del 15 agosto in
onore della Madonna del Loreto e di Santo Stefano, patorni del paese;
interessanti sono gli incontri musicali e culturali nella graziosa piazzetta
del Parlamento da poco ristrutturata. Suggestive le processioni della
Settimana Santa e del Corpus Domini.
Ogni sera, lungo il viale, si perpetua il rituale dello "struscio"
(dal dialetto strisciare i piedi), la tipica passeggiata del sud.
Numerose le chiese. L'antica e maestosa Cattedrale di Santo Stefano venne
costruita nel 1767. In una nicchia della navata destra si conservano l'antica
icona della Madonna di Costantinopoli e le reliquie di Padre Giuseppe
Maria Leone, per il quale è stato avviato il procrsso di beatificazione.
Padre G. Maria Leone di Trinitapoli apparteneva alla Congregazione del
SS.Redentore: egli aveva il dono soprannaturale dello Spirito Santo per
la profezia, per la parola di sapienza, per la penetrazione dei cuori,
per la bilocazione e per i miracoli. La chiesa di San Giuseppe, prima
dedicata a Santo Stefano (1702), è situata di fronte alla cattedrale
è attigua al Palazzo del Municipio. Dopo aver subito importanti
lavori di ampliamento assunse l'attuale aspetto settecentesco e fu abbellita
da un pregevole portale in bronzo, composto da sei pannelli artistici
raffiguranti scene di vita del Patriarca, eseguiti dallo scultore Antonio
Pillo.
Nel sotterraneo della Chiesa di Sant'Anna, in origine chiamata di SS.
Trinità, erano sepolti i Commendatori della Commedia di Casal Trinità.
La Chiesa, dopo la soppressione della commenda melitense, rimane in abbandono
fino al 1833, anno in cui venne restaurata. Nel 1860 fu ricostruita dal
rettore della confraternità di Sant'Anna in stile Barocco, come
appare tutt'ora.

La Puglia
si affaccia a est sul mar Adriatico, a sud sul mar Ionio e confina
con il Molise a nord, la Basilicata e la Campania a ovest. Comprende le
province di Bari, Brindisi, Lecce, Foggia e Taranto. Capoluogo della Regione
è Bari.
La romana Apulia, deriva il suo nome dalla popolazione degli apuli, giunti
forse dall'altra sponda dell'Adriatico. La parola "Puglia" scomparve
poi nell'uso amministrativo; dopo l'unità d'Italia la regione venne
chiamata "Puglie" e solo nel censimento del 1921 venne ufficialmente
adottata la forma al singolare. La Puglia forma una specie di stretto
rettangolo, allungato da nord-ovest a sud-est per circa 350 km., che si
protende tra il canale di Otranto (Adriatico) e il golfo di Taranto (Ionio)
con la penisola del Salento. Più della metà del territorio
è pianeggiante, il resto è quasi prevalentemente collinare.
Nella sua sezione settentrionale un'ampia superficie, la più vasta
pianura d'Italia dopo la Pianura Padana, è denominata il Tavoliere
delle Puglie. Gli Appennini, che nella loro sezione meridionale si inarcano
verso il mar Tirreno, non interessano la Puglia, se non marginalmente:
una breve dorsale secondaria, i monti della Daunia, culmina nel monte
Cornacchia (1152 m.), al confine con la Campania. Per il resto la Puglia
è la sola regione dell'Italia peninsulare che non comprende alcun
gruppo del sistema appenninico. Se si escludono i monti della Daunia,
l'unico rilievo pugliese che supera i 1000 m. è il monte Calvo
(1055 m.), nel Gargano, che in origine era un'isola unita poi alla terraferma.
Quasi tutta la regione è costituita da rocce calcaree dove sono
evidenti i fenomeni del carsismo, sia di superficie sia di profondità.
Il luogo più spettacolare del carsismo pugliese è rappresentato
dalle grotte di Castellana, nelle Murge di Bari, esplorate solo a partire
dal 1938 e che sono le più grandiose d'Italia (tra i vari ambienti,
si ricordano la grotta Nera, il cavernone dei Monumenti, la caverna del
Precipizio, la grotta Bianca ecc.).
La Puglia ha uno sviluppo costiero di 800 km. e con una morfologia molto
varia. Il tratto che circonda il Gargano è quasi ovunque alto e
roccioso, ma presenta anche un'area pianeggiante in corrispondenza dei
laghi costieri di Varano e di Lesina, che un tempo comunicavano con il
mare, da cui oggi sono separati da cordoni dunosi. Il Gargano, che chiude
a nord il golfo di Manfredonia, è l'unica rientranza di rilievo
della costa adriatica pugliese, che è morfologicamente varia, in
ampi tratti bassa e sabbiosa, e in altri movimentata da minute insenature.
Nel Salento le pur modeste alture si spingono sino al litorale, dove il
capo di Santa Maria di Leuca delimita a sud-est la penisola italiana.
Sullo Ionio si apre il golfo di Taranto, che alterna anch'esso coste alte
e dirupate ad altre basse e sabbiose.
Non esistono fiumi di una certa rilevanza che siano interamente pugliesi.
A nord il Fortore (88 km.) e più a sud l'Ofanto (134 km.) nascono
dall'Appennino campano e interessano la Puglia solo nel tratto inferiore.
Fortissima è l'irregolarità delle loro portate; a piene
invernali che possono provocare esondazioni e persino improvvisi cambiamenti
di percorso, si contrappongono magre estive tali che i corsi d'acqua non
raggiungono nemmeno la foce. Del tutto inadeguato alle attuali richieste
idriche è ormai l'acquedotto Pugliese, che attinge le acque principalmente
dal fiume Sele, in Campania.
La protezione dell'ambiente è ancora carente; vi sono zone di grande
interesse paesaggistico, come il Gargano, che è stato da tempo
raggiunto da un intenso turismo e in cui soprattutto la fascia costiera,
ormai densa di edificazioni, andrebbe maggiormente tutelata. Tra le poche
riserve, la più vasta e famosa è la Foresta Umbra, cioè
"ombrosa", nell'ambiente più alto e piovoso del Gargano,
dalla fitta e lussureggiante vegetazione, formata in prevalenza da faggi
ma ricca anche di altre specie, come i tassi e i lecci. Si ricordano,
al di fuori dell'area del Gargano, dove sono in parte protette le dune
del lago di Varano, la riserva dell'ambiente salmastro di Margherita di
Savoia, all'estremità meridionale del golfo di Manfredonia e il
bosco di Tricase, nel Salento, con un bel querceto. Se si eccettua il
Gargano si hanno esigui lembi di bosco, anche ad alto fusto, solo sui
monti della Daunia, oltre che alcune pinete litoranee e qualche bosco
di quercia. Altrettanto povera è la fauna naturale, che trova i
suoi rifugi per lo più nella Foresta Umbra. Vi si trovano ancora
caprioli, gatti selvatici e volpi. Frumento nel Tavoliere, olivi nelle
colline delle Murge e del Salento, vigneti nell'entroterra di Bari, la
cosiddetta Terra di Bari, e nello stesso Tavoliere. Le potenzialità
della Puglia però sono elevate in vari settori: ad esempio il turismo,
soprattutto quello balneare, può costituire una notevole fonte
di ricchezza. Anche il turismo d'arte, di cui la regione è invece
assai ricca, soprattutto per l'architettura romanica e barocca non ha
ancora trovato modo di affermarsi pienamente e comunque resta estraneo
ai grandi flussi internazionali. Le località più note sono,
per il turismo estivo e balneare, le isole Tremiti e i centri del Gargano
(Peschici, Pugnochiuso, Mattinata, Rodi Garganico, Vieste). Frequentati
centri di pellegrinaggio sono Monte Sant'Angelo e San Giovanni Rotondo.
Altri richiami turistici sono rappresentati dalle località di interesse
naturalistico, come le grotte di Castellana, dai centri storici e monumentali
(Ostuni, Monopoli, Trani, i nuclei storici di Lecce, Taranto ecc.) e dalle
Murge, le zone dei "trulli", le antiche abitazioni di pietra,
con la copertura a forma di cono: i trulli meglio conservati sono quelli
di Alberobello, in provincia di Bari. La Puglia è, tra le regioni
d'Italia, una delle più ricche di reperti preistorici, tra i quali
assumono un valore preminente i dolmen e i menhir diffusi soprattutto
nella Capitanata, nel Tavoliere e nella Terra di Bari. Verso la fine del
II millennio a.C. si consolidarono i gruppi etnici dominanti nell'era
protostorica, i quali formarono le stirpi dei dauni, dei peucezi e dei
messapi. Come per gran parte dell'Italia meridionale le forme più
evolute di governo e di insediamento derivarono dalla colonizzazione ellenica
che raggiunse il culmine nel IV secolo a.C., periodo in cui si affacciarono
in Puglia le milizie dei romani.
Alla definitiva conquista romana la Puglia giunse dopo diverse campagne
belliche, scandite da episodi di tono epico, quali la presa di Taranto
(272 a.C.) e la conquista di Brindisi (244 d.C.). Nei secoli di massima
espansione dell'impero, la Puglia conseguì una notevole ricchezza
economica, occupando posizioni di primato nella produzione del grano e
dell'olio e divenendo tramite degli scambi tra Roma e l'Oriente. Alla
caduta dell'impero romano d'Occidente, si alternarono sul territorio pugliese
bizantini, longobardi e arabi, prima che Bisanzio riuscisse definitivamente
ad attrarre la regione nella propria sfera di influenza (IX-XI secolo).
Bari divenne capoluogo di un dominio esteso sino alla Lucania e sottoposto
all'autorità di un catapano (governatore bizantino). Attecchirono
allora la cultura e la religiosità orientali, che lasciarono tracce
durevoli nella religiosità, nel culto e nell'architettura locali.
Dapprima sotto i normanni e poi sotto gli svevi, esponenti della casata
degli Hohenstaufen, la Puglia conseguì un sostanziale progresso
materiale e civile, che toccò l'apice con Federico II, a cui si
deve una serie di edifici laici e religiosi, alcuni di alto valore artistico.
Dal 1264 al 1435 la Puglia fu sotto la dominazione angioina, all'interno
del Regno di Napoli, a cui subentrarono gli spagnoli: in queste fasi si
incardinò nel suolo e nei legami sociali un potere diffuso che
mise profonde radici, quello dei baroni, feudatari forniti di latifondi
e di prerogative giurisdizionali pressoché illimitate che ne facevano
una sorta di signori assoluti.
Fu con l'arrivo dei Borbone, la dinastia spagnola insediata nel Regno
di Napoli dal 1738, che, grazie a una politica di riforme illuminate,
giunsero i primi apporti di statualità nel territorio pugliese
e attivarono energie imprenditoriali nuove. Nel periodo della dominazione
francese (1806-1815), sotto il viceregno di Gioacchino Murat, la modernizzazione
della Puglia fu incoraggiata dall'abolizione del feudalesimo e dalle riforme
giudiziarie, non cancellate neppure dalla successiva restaurazione dei
Borbone (1815). Massoni e carbonari pugliesi animarono il moto liberale
del 1820-21, premessa per la diffusione del pensiero mazziniano, che diede
vita a un intenso movimento patriottico. Unita al Regno d'Italia nel 1860,
la Puglia fu organizzata nelle province di Bari, Lecce, Foggia, corrispondenti
alle antiche divisioni storiche; a queste si aggiunsero più tardi
le province di Brindisi e Taranto. Nelle campagne la crisi del latifondo
portò alla formazione di proprietà di media grandezza, accanto
al permanere delle antiche masserie, tipiche aziende pugliesi nelle quali
era spiccata la propensione produttiva verso i mercati extraregionali.
Le bonifiche del periodo fascista e la riforma agraria del dopoguerra
contribuirono a rinnovare il volto economico della regione, divenuta meta
di forti correnti turistiche soprattutto a partire dagli anni Ottanta.

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